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Che cosa è pubblico?

Résumé : In che misura determinati pro-cessi e trasformazioni della società alimentano e arricchiscono la sua dimensione pubblica o, al contrario, la impoveriscono? E vi-ceversa, in che modo le forme e i contenuti caratterizzanti le sfere sociali e istituzionali qualificabili come pubbliche condizionano e incanalano l’interazione sociale, nei diversi ambiti e contesti della vita quotidiana? Che interazioni esistono tra diverse sfere dell’esperienza sociale (osservata nel mondo del lavoro o in quello dei servizi; sul terreno delle trasformazioni urbane o quello del mutamento tecnologico, ecc.) e l’ambito in cui tali diversità si in-contrano (scontrano), assumono (o meno) pertinenza per la col-lettività e diventano (o no) oggetto di confronto e di agire coordi-nato e istituzionalizzato, cioè appunto sfera pubblica? I processi che stanno cambiando in profondità il tessuto normati-vo delle nostre società, mettendo anche in forse le condizioni per riconoscerne la dimensione pubblica, trovano nelle trasformazioni intervenute negli ultimi trenta anni – e ancora in corso – nell’architettura istituzionale del welfare un laboratorio importante, e perciò anche un buon punto di osservazione per individuarne forme, modi e direzioni, un punto di osservazione forse meno «settoriale» di quanto la specializzazione degli studi in questo campo, sociologici ma non soltanto, non lasci intendere. La ricerca attualmente impegnata a indagare in proposito, mentre dà conto del carattere eterogeneo e non univoco di queste trasformazioni, registra al tempo stesso il fatto che questa qualifica-zione – «pubblico» – è diventata essa stessa problematica, in parti-colare nel campo del welfare. A partire dalla messa in discussione del riferimento privilegiato allo Stato come autorità pubblica, e pubblicamente delegata a trattare la cosa pubblica, la publicness, la qualità pubblica, è diventata incerta non soltanto come criterio normativo cui riferirsi per giustificare scelte, e qualificare materie e attori, ma anche come criterio analitico. De-reificata, non più data per scontata, questa nozione è utilizzata nella ricerca sul welfare in riferimento ad oggetti eterogenei e con significati diversi. E d’altro canto, il diffuso discredito di cui in vario modo soffrono lo Stato stesso, l’amministrazione, la burocrazia – e, se si può aggiungere senza precisazioni, la politica – suscita anche una diffusa preoccu-pazione verso ciò che Hirschman ha chiamato l’«eclissi del pub-blico». Ragion di più, quest’ultima, per porre e affrontare un terzo campo di quesiti: che cosa è pubblico? Authors: Bifulco, L; Bonvin, JM; Borghi, V; Bosco, N; Cardesa-Salzmann, A; Casiccia, A; Castel, R; Cefaï, D; Clarke, J; De Leonardis, C; Dalbergo, E; Donolo, C; Fraser, N; Garcia, M; Giorgi, A; Moini, G; Ostrom, V; Pellizzoni, L; Perulli, P; Pradel, M; Supiot, A; Tomassi, F; Tosi, S; Vitale, T
Document type :
Journal articles
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https://hal-sciencespo.archives-ouvertes.fr/hal-03459134
Contributor : Spire Sciences Po Institutional Repository Connect in order to contact the contributor
Submitted on : Tuesday, November 30, 2021 - 11:23:14 PM
Last modification on : Thursday, October 13, 2022 - 3:53:49 AM

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Lavinia Bifulco, Vando Borghi, Ota de Leonardis, Tommaso Vitale. Che cosa è pubblico?. la Rivista delle Politiche Sociali / Italian Journal of Social Policy, 2006, Che cosa è pubblico?, 2, pp.7-10. ⟨hal-03459134⟩

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