Stati Uniti e Cina: un conflitto inevitabile?
Abstract
Quella tra Cina e Stati Uniti è, lo sappiamo bene, la relazione nodale dell’ordine internazionale corrente. Utilizzando i più banali indicatori di potenza – dal Pil alle spese militari – i due stanno non solo al picco della gerarchia, ma in una categoria loro propria, che li distingue da tutti gli altri. Tra Washington e Pechino si è venuta a determinare nel tempo una forma di interdipendenza strettissima e inestricabile, fatta di consumi statunitensi di merci prodotte in Cina, delocalizzazioni produttive americane, crescente tesaurizzazione inese del debito Usa e intensi scambi culturali e tecnologici (a oggi, per menzionare un dato tra i tanti, un terzo degli studenti stranieri nelle università statunitensi – circa 360mila in totale – provengono dalla Cina; erano meno del 10%, circa 60mila, solo 15 anni fa). Un’interdipendenza – quella della “Chimerica” sino-statunitense – contraddistinta però da un mix, peculiare e volatile, di collaborazione e competizione,
omunanze di interessi ed evidenti ambiti di antagonismi.