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Direction d'ouvrage, Proceedings, Dossier

Conflitti urbani nei percorsi di cittadinanza degli immigrati

Résumé : L’immigrazione è questione politica per eccellenza. Essa è regolata da scelte politiche compiute a livello locale, nazionale e sovranazionale. Soprattutto, essa interroga e sfida i temi su cui si mobilitano movimenti e partiti, e diventa simbolo visibile dell’intensificazione dei processi di globalizzazione e competizione economica. La letteratura empirica inizia a divenire precisa in proposito: le reazioni di apertura o chiusura all’immigrazione non sono una risposta automatica e lineare alla crescita del tasso d’immigrazione. L’immigrazione si politicizza e ristruttura la competizione elettorale a seconda del grado in cui i vincenti e i perdenti delle dinamiche di competizione economica globale si identificano con una comunità nazionale (Kriesi & al., 2008). L’adesione a ideologie nazionaliste, il riferimento a norme universaliste piuttosto che esclusive, la protezione dello stato sociale dalle nuove vulnerabilità sociali prodotte dall’apertura dei mercati, il grado di tradizionalismo delle culture politiche, le principali modalità implementazione delle politiche pubbliche (e, specificatamente, il grado di clientelismo e particolarismo), il discorso pubblico degli intellettuali, nonché la distribuzione fra i cittadini di valori religiosi e di forme di integrazione a reti transnazionali sono altrettanti fattori che impattano la politicizzazione della questione migratoria, a tutti i livelli (Gorenburg, 2000; Alteri & De Nardis, 2009; Biorcio, 2010; Cousin & Vitale, 2012). Queste variabili, tutte, giocano un ruolo nel plasmare le differenze di reazione all’immigrazione e conflitto politico nei Paesi occidentali. Ciò non deve far sottostimare che, in tutta l’Europa occidentale, l’immigrazione negli ultimi venti anni ha ristrutturato a fondo, sebbene in modi differenti (Kriesi & al., 2012), i conflitti sociali (la loro struttura e gli spazi politici costituiti da questi conflitti), i partiti politici (e le famiglie di partiti organizzate sulla base dei principali conflitti sociali), nonché i sistemi di partito (e quindi le loro proprietà strutturali e dinamiche competitive) (Grande, 2008, p. 322). Osservando sia il riallineamento delle attitudini dei votanti, sia il posizionamento dell’offerta politica da parte dei partiti, Lachat e Kriesi (2008, p. 288 e seguenti) hanno mostrato la forza di una vera e propria frattura fra “integrazione” e “demarcazione” delle identità e delle appartenenze culturali. In tutta l’Europa occidentale, l’immigrazione ha contrapposto i nuovi partiti populisti di destra ai partiti di sinistra, indipendentemente da eventuali responsabilità di governo. Anche la maggior parte dei partiti cristiano-democratici ha concentrato la strategia di demarcazione culturale in opposizione all’immigrazione, come esemplificano bene il caso del CDU tedesco (Hansen & Koehler, 2005) o di Forza Italia (Cousin & Vitale, 2006). I conflitti concernenti l’integrazione di immigrati e rifugiati hanno sostituito in parte la centralità delle fratture religiose, riportando un cleavage culturale al centro della vita politica, sia per partiti, movimenti e associazioni, che per i cittadini elettori (Grande, 2008, p. 324). In questo quadro generale, i partiti più marcatamente anti-immigrati, quali i partiti populisti di estrema destra, hanno riscosso un grande successo anche in condizioni politiche e istituzionali sfavorevoli (Biorcio & Vitale, 2011). Nell’insieme, tuttavia, non siamo ancora in grado di definire con precisione i nessi e i meccanismi causali che legano mobilitazioni conflittuali, esperienza urbana e dinamiche della cittadinanza. I saggi contenuti in questo numero monografico ci offrono, comunque, importanti spunti per precisare il quadro analitico in cui discutere questi nessi. In termini cumulativi essi costituiscono un discreto avanzamento delle conoscenze a nostra disposizione. Stante il livello della ricerca empirica a nostra disposizione, non è ancora il momento di procedere a sintesi. Si tratta semmai di perseguire un approccio analitico che evidenzi i meccanismi principali che emergono nelle indagini empiriche, per poi delineare al meglio potenziali piste di ricerca ulteriore e ipotesi da testare su campioni ampi, con comparazioni robuste. Indice: - Conflitti urbani nei percorsi di cittadinanza degli immigrati. Una introduzione, di Tommaso Vitale - ‘Non siamo clandestini. Siamo i nuovi cittadini’. Le mobilitazioni dei migranti tra percorsi di cittadinanza e istanze di riconoscimento, di Ilenya Camozzi - Conflitti urbani ed empowerment dei migranti e dei poveri urbani: i rom jugoslavi di Tours e gli abitanti dei quartieri non regolamentari di Dakar e Tunisi, di Olivier Legros - Problemi di governance. Network associativi e debolezze strutturali delle associazioni di migranti, di Matteo Bassoli - L’articolazione tra dinamiche conflittuali, coinvolgimento politico e riconoscimento dei migranti. Uno studio di caso nella Terza Italia, di Michela Semprebon - L'eterogeneità dell'attivismo degli abitanti delle cité di origine magrebina e del loro rapporto con le istituzioni, di Nathalie Fuchs
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Direction d'ouvrage, Proceedings, Dossier
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Soumis le : lundi 22 juillet 2019 - 13:27:14
Dernière modification le : vendredi 2 juillet 2021 - 13:59:53

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Tommaso Vitale. Conflitti urbani nei percorsi di cittadinanza degli immigrati. Tommaso Vitale. Partecipazione e conflitto, 5 (3), Edizioni Franco Angeli, pp.158, 2012. ⟨hal-02190363⟩

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