G. P. Barbetta and C. Ranci, I fattori cruciali di nascita, consolidamento e successo delle organizzazioni nonprofit nell'area milanese, 1999.

J. C. Barbier, Politiques publiques de l'emploi: de la production des services à leur évaluation, 1995.

W. Beck, L. Van-der-maesen, and A. Walker, The Social Quality of Europe, 1997.

R. Bland, Developing Services for Older People and their Families, 1996.

P. Boitani, Lo sviluppo di nuove attività produttive: i servizi, 1997.

C. Borzaga, Innovazione nei servizi sociali, Terzo settore e nuova occupazione, Info, n. 19, pp.25-57, 1996.

C. Borzaga, Capitale umano e qualità del lavoro nei servizi sociali. Un'analisi comparata tra modelli di gestione, p.53, 2000.

C. Borzaga and M. Maiello, The contribution of the social enterprise to the creation of new employment in the field of personal services, 1997.

C. Caltabiano and F. Volpi, Costruire l'Europa solidale. Prospettive del Terzo settore nel progetto comunitario, 2000.

M. Campbell, Third System Employment and Local Development, reports prepared for the European Commission's DGV Capitalisation Project on the role of the Third System in Employment and Local Development, 3 voll, Policy Research Institute, 1999.

P. Capaldo, Come finanziare le imprese sociali, Impresa sociale, p.26, 1996.

D. Ciravegna and M. Matto, Politiche per l'occupazione: le politiche attive del lavoro, politiche del lavoro, pp.22-23, 1993.

I. Colozzi, Terzo settore e sviluppo civile. Verso una 'regolazione promozionale, 1997.

C. Europea, Local Development and Employment Initiatives: An Investigation in the European Union, 1995.

C. Europea, The First Report on Local Development and Employment Initiatives: Lessons for Territorial Employment Pacts, 1996.

C. Europea, Exploiting the Opportunities for Job Creation at Local Level, Paper for European Parliament, Seminar on the Third System and Employment, p.25, 1998.

C. Europea, Seconda relazione sulle iniziative locali di sviluppo e occupazione. L'era delle occupazioni su misura, Documento di lavoro dei servizi della Commissione, SEC, vol.25, issue.98, p.55, 1998.

C. Europea, Reconciliation of work and family life for men and women and the quality of care services, 1999.

L. Corti, Caring and Employment, WP Research Series n. 39, Department of Employment, 1994.

D. 'acunto, S. Musella, and M. , Il ruolo del "terzo settore" tra disoccupazione e crisi del welfare state, 1995.

D. Foucauld and J. B. , Vouloir faire, savoir faire, 1992.

D. Leonardis and O. , I Welfare mix. Privatismo e sfera pubblica, Stato e Mercato, 1996.

D. Leonardis and O. , Terzo settore: la doppia embeddedness dell'azione economica, Sociologia del Lavoro, issue.3, pp.230-250, 1999.

D. Leonardis, O. Vitale, and T. , Forme organizzative del terzo settore e qualità sociale, p.56, 2001.

J. Defourny, L. Favereau, and J. L. Laville, Insertion et nouvelle économie sociale, 1999.

D. Vincenti, C. Morelli, P. Pollastri, and C. , Una politica di sviluppo dei servizi di qualità sociale, 1999.

J. Donzelot, D'une modernisation à l'autre, Esprit, pp.8-9, 1986.

D. Tertre and C. , Les services de proximité aux personnes: vers une régulation conventionnée et térritorialisée?

K. Ellis, Squaring the Circle: User and Carer Participation in Needs Assessment, p.57, 1993.

B. Eme, Partecipation sociale et formes plurielles d'insertion, in Defourny, 1999.

B. Enjolras, Le marché providence Aide à domicile, politique sociale et création d'emploi, 1995.

B. Enjolras, J. L. Laville, and L. Fraisse, Action and Workfare Related Policies in France, Paper presentato al seminario, Welfare to Work in Europe, pp.11-12, 1998.

N. Fligstein, I mercati come politiche: un approccio politicoculturale alle istituzioni di mercato, 2000.

J. Ford, D. Quilgars, and J. Rugg, Creating Jobs? The Employment Potential in Domiciliary Care, 1998.

L. Frey, Significato e limiti delle politiche del lavoro, Quaderni di Economia del Lavoro, pp.11-44, 1993.

L. Frey, Le politiche dell'occupazione e del lavoro in Europa, Quaderni di Economia del Lavoro, p.55, 1996.

J. Gadrey, Rapports sociaux de service: une autre régulation, in Revue économique, 1990.

B. Gilain, Les services de proximité: quels modes d'organisation socio-économiques pour quels enjeux?, Cahier du CERISIS 98, 1998.

X. Greffe, Nouvelles demandes, nouveaux services, Commissariat Général du Plan, 1990.

. Iref, L'imprenditoria solidale Prospettive occupazionali e potenzialità di sviluppo dell'economia civile in Italia, 1998.

L. Rosa and M. , Le organizzazioni nel nuovo Welfare: l'approccio sociologico. Pubblico, privato sociale, cooperazione e non profit, p.59, 2001.

J. L. Laville, Services de proximité et politiques publiques, 1995.

J. L. Laville, I servizi di prossimità: la costruzione sociale di un campo di attività economiche, 1997.

J. L. Laville, I servizi relazionali tra nuove forme d'occupazione e nuova partecipazione, Sociologia del Lavoro, n° 69, 1998.

J. L. Laville, Une troisième voie pour l'emploi, 1999.

J. L. Laville and L. Gardin, Le iniziative locali in Europa, 1999.

L. Galès and P. , Régulation, gouvernance et territorire, Commaille, 1999.

P. Lloyd, Supporting Structures, 1999.

G. Lunghini, L'età dello spreco. Disoccupazione e bisogni sociali, 1995.

J. G. March and J. P. Olsen, Il neo-istituzionalismo: fattori organizzativi nella vita politica, Rizza, 2000.

J. G. March and Z. Shapira, Behavioral decision theory and organizational decision theory, 1982.

F. Myers, I Was Given Options Not Choices, Involving Older Users and Carers in Assessment and Care Planning, 1996.

M. Nyssens, Associations et services aux personnes âgées, Contribution pour le groupe de travail, 1996.

M. Nyssens, Raisons d'être des associations et théorie économique, WP n°9811, 1998.

G. Olini, Per il lavoro che manca, per il lavoro che cambia. Il patto per il lavoro punto per punto

G. Orros, Special Report: the Friendly Society Solution to Long Term Care Needs, Community Care Market News, pp.152-174, 1996.

P. Pierson, When Effect Becomes Cause: Policy Feedback and Political Change, World Politics, pp.595-628, 1993.
DOI : 10.2307/2950710

A. Pizzorno, Scambio politico e identità collettiva nel conflitto di classe, Rivista Italiana di Scienza Politica, 1977.

M. Pijl and S. Weekers, Home Care and Care Allowances in the European, 1998.

C. Ranci and A. Vanoli, Beni pubblici e virtù private. Il terzo settore nelle politiche di welfare, 1994.

C. Ranci, Oltre il welfare state, il Mulino, 1999.

P. Rosanvallon, La nuova questione sociale, 1997.

G. Rossi, Terzo settore, Stato e mercato nella trasformazione delle politiche sociali in Europa, 1997.

G. Ruffolo, Quali alternative alla piena disoccupazione?, Politica ed Economia, pp.1-2, 1995.

C. Saraceno, Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia, 1998.

F. Scalvini, Terzo settore, lavoro, occupazione, 1999.

R. Sloane, Co-operatyives in Community Care: a Multiple Case Study, 1996.

F. Sly, Women in the Labour Market, Employment Gazette (November), pp.483-502, 1993.

L. Thevenot, Le r??gime de familiarit??. Des choses en personne, Gen??ses, vol.17, issue.1, pp.72-101, 1994.
DOI : 10.3406/genes.1994.1262

C. Trigilia, Capitale sociale e sviluppo locale, Stato e mercato, p.57, 1999.

G. R. Ungson and D. N. Braunstein, Decison making: an interdisciplinary inquiry, 1992.

T. Vitale, La programmazione sociale: ovvia ma non per questo scontata, La solidarietà frammentata. Le leggi regionali sul welfare a confronto, pp.49-86, 2009.
URL : https://hal.archives-ouvertes.fr/hal-01038119

E. Waddington and M. Henwood, Going Home: report of an Evaluation of the British Red Cross Home from Hospital Scheme, The British Red Cross, p.63, 1996.

A. S. York, The importance of the community and its resources, Disability and Rehabilitation, pp.147-209, 1997.
DOI : 10.1300/J079v19n01_05

R. Young, Study of Choice in the Assessment and Care Management Process: User, Carer and Care Manager Views, Report submitted to the Department of Health, Nuffield Institute for Health, 1997.

R. Young, Prospecting for New Jobs to Combat Social Exclusion: The Example of Home-Care Services, European Urban and Regional Studies, pp.99-113, 1999.
DOI : 10.1177/096977649900600201

R. Young and G. Wistow, Domiciliary Care Markets: Growth and Stability? Report of the 1996 Survey of UKHCA Members, 1996.

C. Sottolineano-march-e-shapira-interessi and . Di-un, intelligenza dotata di coerenza ad un'istituzione non è, a priori, più problematico che imputarli ad un individuo 11 In linea generale tutte le leggi che favoriscono l'impresa non operano alcuna distinzione fra impresa cooperativa e le altre forme societarie. Nello stesso senso vanno lette le leggi a favore della creazione di nuove imprese (es ex 44, ecc.) che non operano alcuna forma di discriminazione se non per quanto attiene alla differenza fra società (in cui sono comprese le cooperative) e ditte individuali. Ciò nonostante, non è possibile per le cooperative sociali di tipo A, che erogano servizi di care, partecipare ai vantaggi della legge per l'imprenditoria giovanile, benché, la legge Finanziaria per il, attribuire) conceda questi benefici alle cooperative sociali di tipo B. 12 E' una società per azioni senza fini di lucro che ha nella Fondazione Europa Occupazione ? Banco di Roma -il suo azionista di riferimento, p.95, 1982.

. Mesi-e-che-non-avessero-mai-goduto-di-sussidi-integrativi, CIGS) o di mobilità, e per l'attività prestata hanno ricevuto un sussidio dall'INPS di £. 800.000 mensili; cfr, Maiello, 1999.

. Nell, detenuti) e Quelo ? Questo Lavoro Occupa, progetto di LPU (800 disoccupati del sud Italia) Per entrambi i progetti è previsto il supporto tecnico di 'Italia Lavoro' (l'agenzia che segue l'accompagnamento alle imprese per la legge sull'imprenditoria giovanile e che si occupa di favorire l'occupazione degli LSU e degli LPU) per quanto concerne l'attività formativa, di orientamento e accompagnamento al lavoro previste per favorire il raggiungimento dell'obiettivo occupazionale. 15 Il programma

. Cfr, Agir au niveau local pour l'emploi -Donner une dimension locale à la stratégie européenne pour l'emploi. 7 avril. L'adozione di questa Comunicazione segna l'inizio di una vasta

. Mercati-sociali-possono-funzionare-a-condizione-che-vi-siano-beni-collettivi-di-cui-le-imprese-possano-usufruireopportunità-di-una-programmazione-partecipata, Molti dei programmi di sostegno finanziario ed organizzativo ad imprese di caring possono essere implementati esclusivamente a condizione di una precendete programmazione negoziata Ad esempio i finanziamenti sulla linea " Capitale locale a finalità sociale " e quelli sulla linea " Capitale sociale locale " . 21 Nelle linee guida agli Stati Membri per la formulazione dei Piani d'Azione Nazionali, all'interno del " pilastro " Imprenditorialità, la linea guida 10 è dedicata a, Promuovere la creazione di posti di lavoro nell'economia sociale e a livello locale " . 22 Interessante, a questo proposito, è anche il recente rapporto della Commissione Europea, DGV, curato da Peter Lloyd, 1999.

L. Tutt-'altro-che-caratterizzate-dalla-reciprocità and . Relazioni, faccia a faccia' nei servizi di caring sono caratterizzate dall'asimmetria e dalla differente dotazione di potere fra operatori ed utenti In questo senso, anche se condividiamo con Laville l'importanza che attribuisce alla discussione pubblica a livello locale dei problemi e delle modalità organizzative dei servizi di caring, non ci sembra adeguata la sua definizione 'allargata' di reciprocità: " La reciprocità corrisponde alla relazione tra gruppi e persone grazie a delle prestazioni che acquistano senso nella volontà di manifestare un legame sociale tra le parti in questione, 1997.

. Usiamo-questa-espressione-per-differenza-rispetto-alla-letteratura-che-tende-ad-enfatizzare-la-nozione-di, ad occultare le disuguaglianze di potere costitutive delle relazioni sociali che si producono all'interno dei mercati sociali. 25 Devo a Filippo Barbera l'idea di non considerare la regolazione attraverso incentivi collettivi e la programmazione partecipata delle fasi differenti e fra loro in contrapposizione. 26 Pizzorno definisce scambio politico la condizione per cui " (?) un soggetto (generalmente il governo) il quale ha beni da distribuire è pronto a scambiarli con consenso sociale che un altro soggetto ha facoltà di dare o di ritirare, p.410, 1977.